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Sistema immunitario e deficit di adattamento attraverso la cure alternative e naturali

Sistema immunitario e deficit di adattamento attraverso la cure alternative e naturali

Cerchiamo di dare un’introduzione verso le piante che agiscono in modo generalizzato su tutto l’organismo migliorando le risposte a stimoli negativi di tipo: fisico, metabolico, o psichico. 

A questo proposito vedremo da vicino il sistema immunitario ed i relativi deficit di adattamento.

Spesso gli stimoli continui creano affaticamento e generano una risposta inadeguata, altre volte periodi particolari della vita come: accrescimento, gravidanza, allattamento, convalescenze esigono risposte diverse o maggiori.

Oltre alle piante fitoterapiche un’altra disciplina di medicina olistica che può aiutarci ad arrivare con più precisione ad un’indagine mirata è la Kinesiologia: ulteriori informazioni sul sito kinesiologia-riflessologia.com.

Si parla di agenti stressogeni che intervengono ad alterare gli importanti sistemi di regolazione organica: immunitario, neurovegetativo, ed endocrino. 

In fitoterapia si conoscono molte piante attive in modo positivo e aspecifico di fronte ad aggressioni di tutti i tipi, svolgono la loro azione migliorando la resa in generale, la resistenza alle malattie, il tono fisico e psichico. 

Infatti, le piante hanno spesso effetti multipli in vari settori ed apparati ed è difficile catalogare le piante come specifiche di una sola azione. 

Nella pratica comune si parla di adattogeni quando la pianta interviene prevalentemente sul piano psichico e sull’adattamento allo stress e si parla di immunostimolanti, quando agisce sul piano fisico e della prevenzione delle malattie infettive. 

Pertanto, si sono distinte le piante in queste due categorie sapendo che molti adattogeni sono anche immunostimolanti e molti immunostimolanti hanno proprietà adattogene.

Il sistema immunitario

Costituisce uno dei grandi sistemi di reazione dell’organismo, ha lo scopo di favorire la difesa

contro tutto ciò che è estraneo all’organismo, di proteggerlo da qualsiasi forma di aggressione da

microrganismi, virus, batteri parassiti, da agenti chimici, fisici e psichici.

È un’espressione dell’identità dell’individuo, in quanto è capace di distinguere tra ciò che è costitutivo rispetto a ciò che è estraneo. 

L’immunità è dotata di memoria e di apprendimento, ed è in grado di ricordare gli aggressori passati e di imparare a difendersi da nuove aggressioni. 

Il suo funzionamento è connesso agli altri due grandi sistemi di reattività dell’organismo che sono il nervoso e l’endocrino e questi tre sistemi assieme formano un tutt’uno chiamato sistema PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunitario) che reagisce in modo sincrono e costituiscono una rete.

Il sistema immunitario nel suo insieme costituisce un apparato dotato di una sua unicità ed azione

specifica, però non può essere limitato ad un organo specifico, perché ha la necessità di essere

diffuso in tutto il corpo perché tutto l’insieme è soggetto ad aggressioni, e perciò le cellule immunitarie si trovano principalmente nel sangue e nella linfa e viaggiano nei vasi raggiungendo ogni parte del corpo, inoltre le cellule escono dai vasi per andare nel tessuto connettivale di ogni organo e presidiare l’organo. 

Ci sono degli organi dove queste cellule si formano, sono: il timo, la milza, il midollo osseo e i linfonodi; producono tre tipologie di cellule: i granulociti, i linfociti, e i monociti, sono tutte cellule deputate all’immunità, molto mobili, capaci di trasformarsi in aspetto e funzioni a seconda delle necessità.

L’immunità si distingue in cellulare e umorale

L’immunità cellulare è mediata dai linfociti della specie T che sono in grado di riconoscere gli agenti estranei (antigeni) e di addestrare una serie di altri linfociti (linfociti K) a neutralizzare e fagocitare questi antigeni.

L’immunità umorale è mediata da molecole che si trovano nel plasma, sono delle proteine dette anticorpi, capaci di legarsi ai corpi estranei specifici di cui riconoscono alcune parti e di immobilizzarli nel plasma avviando la loro distruzione ed eliminazione.

Gli anticorpi sono prodotti dalle plasmacellule, una trasformazione dei linfociti B, che sotto l’azione di alcuni linfociti T che attivano nel reticolo endoplasmatico la sintesi proteica di immunoglobuline.

Le plasmacellule in forte attività di sintesi si trasferiscono di preferenza nel midollo osseo o nella milza.

Dal punto di vista funzionale l’immunità si divide in naturale ed acquisita. 

La prima è rappresentata da lisozima e fagociti ed è di tipo aspecifico perché non discrimina tra i vari agenti esterni. 

La seconda è attivata dall’esposizione all’allergene e ha una risposta selettiva per la sostanza di attivazione ed aumenta ad ogni esposizione all’agente estraneo.

Le patologie del sistema immunitario sono di tre tipi

Immunodeficienza, una incapacità a produrre sufficienti difese contro gli agenti esterni; Autoimmunità, una risposta anomala rivolta verso parti del proprio organismo; Ipersensibilità o allergia, una risposta eccessiva contro agenti esterni normalmente innocui.

L’immunodeficienza, può essere dovuta a difetto genetico, o epigenetico, da trattamenti farmacologici, infezioni virali, o splenectomia. 

Può essere dovuta a malnutrizione da carenze alimentari, ma anche in caso di alcolismo, abuso di droghe, anoressia e anche obesità.

Nelle cause dell’immunodeficienza entrano anche lo stress psico-fisico e blocchi emozionali, gli stati fortemente alterati come intensità e durata modificano le reattività e la rendono vulnerabile agli agenti virali e batterici.

Sono necessarie corrette scelte alimentari sia in qualità che quantità, tenendo conto che anche gli eccessi spesso sono dannosi, una sana attività fisica e un giusto equilibrio emotivo che non vuol dire assenza di difficoltà e di tensioni momentanee.

L’immunodeficienza si manifesta con malattie infettive ricorrenti del tipo, raffreddori, influenze, febbri alte, di scarsa intensità, che si mantengono a lungo o sembrano risolversi momentaneamente per ricomparire dopo un po’.

Sono logoranti e fastidiose e portano ad abuso di antibiotici senza risultato.

Sono tipiche dell’inverno per gli agenti atmosferici negativi e il freddo

L’autoimmunità quando è limitata a livelli basali rimane nel campo fisiologico, aiuta a smaltire cellule e molecole del proprio corpo deteriorate e inattive; quando questa azione travalica la misura e si rivolge a cellule sane causa patologia perché danneggia tessuti sani e non è più capace di controllare i processi infiammatori. 

Si originano così le malattie autoimmuni conosciute come collagenopatie poiché il tessuto collagene o connettivo è la sede dove l’immunità agisce. 

Le più comuni sono: l’artrite reumatoide che ha una localizzazione articolare, ma ci sono anche il Lupus eritematoso sistemico e la sclerodermia che sono più multiformi. 

Tutte sono caratterizzate oltre che dal dolore e dalle lesioni organiche specifiche, da alterazioni di numerosi indici infiammatori.

L’allergia si manifesta come una risposta esagerata ad agenti innocui che vengono: inalati come pollini, ingeriti come cibi, o sono a contatto della pelle come indumenti, cosmetici, sostanze dell’attività lavorativa. 

Da recenti studi sull’immunità, la condizione di partenza del sistema immunitario nel neonato sembra sia l’iperreattività a tutte le sostanze estranee come i cibi e i pollini, poi il contatto continuo porta ad una attenuazione della risposta con l’induzione della tolleranza.

L’allergia sarebbe una mancanza di attenuazione per assenza del contatto con piccole quantità di sostanze, una volta che il polline si presenta in grandi quantità, causa lo scatenamento della reazione.

L’eccessiva igiene nell’infanzia e la carenza di giochi all’aria aperta, sarebbe una delle cause dell’aumento di queste reazioni esagerate.

In questo modo l’allergia si può intendere come una variante dell’immunodeficienza per mancanza di selettività verso sostanze di uso comune.