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Woodstock come evento sociale tra danza e musica

Woodstock come evento sociale tra danza e musica

Le occasioni e gli eventi degni di essere stati vissuti nel corso della storia dello spettacolo, sono molti, prima della digitalizzazione musicale lo sono stati ancor più perché le masse preferivano di gran lunga gli incontri nei grandi luoghi di accoglienza artistica, piuttosto che ascoltare il brano preferito su Spotify.

Per carità, la tecnologie applicative e le infrastrutture dei server di raccolta musicale hanno fatto passi da gigante e sicuramente hanno migliorato l’aspetto di acquisizione di un brano di ricerca, ma è anche vero che la stessa tecnologia, ha frammentato di parecchio il potere delle vecchie botteghe discografiche, delle quali oggi esiste ancora una flebile traccia solo per quelle che hanno avuto la prontezza di trasformare il loro commercio fisico dei dischi in commercio digitale su internet.

Sono di fatto sempre meno i dischi in vinile e cd, presenti sul mercato discografico, un tempo considerati uno status symbol da coloro che ne acquistavano un determinato genere.

Il genere musicale che si ascoltava e che si ballava, determinava infatti l’appartenenza ad un gruppo preciso, ad una precisa generazione caratterizzata da uno stile di vita ideologico.

Questo nel tempo è andato man mano sempre più a perdersi, lasciando spazio anche alla perdita di personalità (riferendosi in primis all’arte e come effetto secondario alla società).

Questo sistema di classificazione culturale e sociale ce lo insegna bene tutto il XX secolo, dagli inizi del 900’ infatti tutte le novità presenti di musiche e danze innovative, hanno sempre dato vita a codici comunicazionali e sistemi identificativi di gruppi di persone, gruppi che allargandosi e accogliendo adepti naturali tra i loro ranghi, hanno di conseguenza e a loro volta donato linfa vitale alla nascita delle varie controculture, di generi artistici ma soprattutto sociali.

Uno dei maggiori eventi di questo tipo mai registrati della storia, è sicuramente rappresentato dal leggendario festival musicale di Woodstock, un grandissimo raduno di artisti e di pubblico presso il quale si riversarono 500.000 giovani persone con precise idee politiche e sociali, che si misero a ballare per diversi giorni.

Woodstock venne svolto nello Stato di New York nel periodo estivo dell’agosto del 1969 a Bethel, da allora, data la sua grande fama che si spinse fin Oltreoceano, ne susseguirono di simili (ma mai della stessa portata), anche nel resto degli Stati Uniti e dell’Europa.

Tutt’oggi esistono ancora gli echi di eventi del genere, dove i concerti nei grandi parchi all’aperto o negli stadi si trasformano in eventi per la collettività e per la socialità dove i ragazzi si riuniscono ancora tutti insieme per danzare ad oltranza, sui ritmi delle loro band e i loro artisti preferiti.

Il potere socializzante del ballo è da che Mondo e Mondo stato da sempre questo, ogni assembramento di individui storicamente radunati per un gusto comune è servito inoltre a determinarne la politica e il pensiero di appartenenza, descrivendo inoltre grazie all’afflusso di persone e ai partecipanti, le profonde mutazioni sociali.