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La geometria del cerchio nel ballo come espressione rituale

La geometria del cerchio nel ballo come espressione rituale

Quando parliamo della danza parliamo di arte in movimento, una forma di evoluzione artistica plastica e da guardare.

Nello spazio il danzatore esprime figure, forme e linee percepibili con un tipo di visione pubblica globale, uno sguardo d’insieme che che lascia un enorme spazio di interpretazione dei vari messaggi che la coreografia intende lanciare attraverso la propria messa in scena, ogni persona che siede nel pubblico, interpreta quei messaggi in maniera differente pur mantenendo una medesima linea narrativa e del sentimento.

Gli spazi destinati alle tipologie innumerevoli di balli presenti sul Pianeta si sono a loro volta modificati nel corso del tempo e dell’evoluzione rispettiva delle tecniche utilizzate.

Abbiamo imparato che il luogo (inteso proprio come location) dove il ballo si sviluppa attraverso la manifestazione di un’opera o di qualsiasi altro tipo di evento, fa assumere all’opera stessa un tipo di significato differente, che si tratti di un palcoscenico tradizionale di un teatro, di un anfiteatro all’aperto, di una sala da ballo, di un locale o più semplicemente per strada o in una piazza di una città, ecco che il manifestarsi della danza assume una cornice e spesso un messaggio completamente differente pur trattandosi del medesimo contenuto.

Questa danza quando da rituale vivace e sfaccettato si ricollega ad un tipo di evento celebrativo o mistico alquanto dettagliato e complesso, ecco che assume la sua massima espressione attraverso la forma geometrica del cerchio.

In antichità nasce questo stile di celebrare un qualcosa grazie alla sinergia applicabile dalla forma circolare durante i canti e i balli tribali, così come ieri ancora oggi questi atti propiziatori vengono ripetuti nel tempo poiché probabilmente intrinseci alla stessa natura umana.

Un punto di svolta remoto quello della forma circolare, che occorre a donare energia spirituale ad un elemento che si circonda, che sta nel centro di un atto culturale, religioso o esoterico, ciò che nella maggior parte delle culture popolari avviene questo da millenni.

Ricordiamo gli antichi atti celebrativi per il buon raccolto, attorno ad alberi o piante, o cerimoniali attorno a determinate persone, oppure attorno al fuoco come elemento vitale.

La forma della danza celebrativa circolare possiede da sempre una forza, un valore ed una interpretazione davvero potente e sta a significare diverse cose: impossessarsi della forza di un oggetto posto al centro del cerchio, celebrare un determinato oggetto (spesso legato alla religione) o infine collegare tra loro le persone per atti celebrativi nei confronti delle varie divinità.

Altro aspetto fondamentale è il minimo utilizzo delle separazioni fisiche tra terreno a corpo quando si utilizza la forma circolare celebrativa, meno separazione è presente tra terra ed essere umano (calzature, pavimenti, pedane, ecc.), maggiore è il collegamento energetico tra spirito e corpo, tra corpo ed altri corpi presenti, ed infine tra questi ultimi e il soggetto da celebrare.